Aziende – web agency: gli errori di sempre

In questi ultimi anni nei blog che si occupano di web-marketing abbiamo assistito ad un proliferare sempre più imperioso di articoli che mettono in luce, ribadiscono e ridiscutono il problema relativo agli errori di strategia che aziende e web agency hanno commesso ed insistono a commettere tuttora nel (non) progettare la presenza in rete.

Che sia una questione datata, è noto. Ricordo ancora le discussioni che si scatenavano quando, già 10 anni fa, mi recavo negli studi grafici con cui collaboravo in qualità di programmatore e tentavo di far valere il mio punto di vista: ma perché non proponiamo dei siti web utili anziché solo belli ?

La risposta era sempre la stessa: primo, noi siamo grafici e quindi vendiamo quello che facciamo; secondo, tanto alle aziende non frega nulla della funzionalità, vogliono un sito bello, e quello gli diamo.

All’epoca mi sentivo isolato nel mio modo di vedere le cose (e devo ammettere che talvolta mi chiedevo se non fosse il mio, il modo sbagliato di vedere le cose), ma col passare degli anni ho scoperto invece che altri la pensano come me. Peccato però che la situazione generale, nonostante il crescendo di articoli sull’argomento, non appare essere cambiata un gran che nell’ultimo decennio: si continuano a fare gli stessi vecchi errori di sempre.

E infine l’altro giorno scopro che è ancora peggio: mi imbatto per caso in un articolo, questo, che parla di una grande multinazionale che “come molti, si era precipitata ad aprire una presenza in rete senza chiedersi come e perché: non aveva una strategia chiara ma voleva esserci. Non aveva controllato bene né il progetto né le tecniche di attuazione. [..] Insomma la direzione centrale dell’azienda sapeva che c’era, ma non aveva il tempo di occuparsene; e anche le varie direzioni e divisioni interessate, cominciando dal marketing, avevano cose più importanti e più urgenti cui badare.”

L’articolo poi continua evidenziando come l’azienda in questione dovette iniziare una lunga e costosa operazione per rimediare alle scelte sbagliate, eccetera eccetera.

Ma la cosa che mi ha realmente impressionato è la data di pubblicazione dell’articolo: 3 giugno 1997 !!!

E’ incredibile, inquietante, e desolante: sono passati 15 anni per niente…

C’è da riflettere, per tutti.

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